lunedì 28 febbraio 2011

LETTERA DI MOLTE ASSOCIAZIONI MODULO PER FIRMARE LA PETIZONE ON LINE PER AGGIUNGERE ALLA COMMISSIONE DECRETI ATTUATIVI GENITORI, INSEGNANTI ,DIRIGENTI

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CORRIERE DELLA SERA ARTICOLO: SVELATO IL SEGRETO DI CHI MIGLIORA PIU' IN FRETTA.

MILANO - Le lettere sul libro si confondono, leggere a voce alta è una tortura, scrivere senza fare errori di ortografia quasi un miraggio: è la dislessia. Alcuni ricercatori giapponesi hanno da poco scoperto che è possibile individuare chi è destinato a recuperare meglio le capacità di lettura: i dati, pubblicati sui Proceedings of the National Academy of Sciences, indicano che attraverso la risonanza magnetica funzionale si può capire se il bambino farà più o meno progressi. I piccoli con una maggiore attività e un ampio numero di connessioni nervose nell'emisfero destro del cervello sarebbero i più favoriti: risultati da confermare, che aprono però uno spiraglio di ottimismo.

DIAGNOSI PRECOCE - «Individuare chi ha maggiori potenzialità di compensare la dislessia sarebbe molto utile, soprattutto se riuscissimo a distinguere chi recupera spontaneamente da chi invece ha bisogno di una riabilitazione - commenta Stefano Vicari, primario di neuropsichiatria infantile all'ospedale Bambino Gesù di Roma -. A oggi non esistono strumenti efficaci per prevedere come evolverà un dislessico, ma se li avessimo potremmo "mirare" meglio gli interventi rendendoli più efficaci». Il trattamento della dislessia è una riabilitazione cognitiva e logopedica che dura da alcuni mesi ad anni, a seconda della gravità del caso; funziona meglio sui bambini piccoli, per cui la diagnosi precoce è fondamentale per un recupero veloce e completo della capacità di lettura. «In realtà l'obiettivo principale è sostenere il bambino per contenere la sua frustrazione - precisa Vicari -. Se un dislessico viene trattato come un bambino svogliato o incapace, costruisce un'immagine di sé perdente: pensa di essere "sbagliato", perde l'autostima, innesca una spirale di emozioni negative che possono condizionargli la vita. Dobbiamo invece far capire ai bimbi che la dislessia non è segno di minore intelligenza, ma una difficoltà superabile. Purtroppo ci sono ragazzi delle superiori a cui non è mai stata fatta la diagnosi, che hanno alle spalle anni di sconfitte e frustrazioni: con loro il trattamento serve più che altro per imparare a convivere serenamente con la dislessia». Che cosa possono fare i genitori per aiutare un figlio dislessico? «Non sgridarlo - raccomanda Vicari - ed evitargli la frustrazione della lettura ad alta voce, trovando vie alternative per studiare, con l'aiuto di cd, video o computer».

Alice Vigna
27 febbraio 2011

domenica 27 febbraio 2011

NUOVO METODO DI INSEGNAMENTO INTERVISTA AL PROF. ALBERTO PIAN

VI INSERIAMO QUI IL LINK DELL'INTERVISTA DEL PROF. ALBERTO PIAN E DI UN NUOVO METODO DI STUDIO.
UN PROFESSORE FANTASTICO.
INTERVISTA CLICCA QUI

sabato 26 febbraio 2011

GLI STUDENTI DISLESSICI SALGONO IN CATTEDRA PROF. ALBERTO PIAN ISTITUTO SUPERIORI BORDONI PARAVIA DI TORINO

Gli studenti dislessici salgono in cattedra

Così il professor Alberto Pian, che insegna italiano e storia all'Istituto Bodoni-Paravia di Torino, aiuta i suoi studenti a superare i loro problemi. Il suo metodo sarà discusso domani a Milano

MILANO. "Io faccio partecipare gli studenti in modo diretto: le lezioni le fanno loro stessi, prendendo il mio posto. Devono prepararsi con attenzione, leggere e rileggere, cercare di capire e aiutarsi con una scaletta. Poi, riportare tutto ai loro compagni". In questo modo, il professor Alberto Pian, che insegna italiano e storia all'Istituto Bodoni-Paravia di Torino, aiuta i suoi studenti, anche dislessici, a superare i loro problemi. "Questo metodo mette tutti sullo stesso piano -dice-: chi ha problemi di apprendimento ha difficoltà ad organizzare la lezione così come ha difficoltà chi non ha questi problemi. È una didattica che non limita i problemi ma li allarga e li distribuisce fra tutti. Creo ostacoli pedagogici, ma non così importanti da non essere superati. Così tutti possono risolverli, con grandi gratificazioni". Un metodo che può ispirare anche altri insegnanti e che domani verrà presentato al primo convegno nazionale delle associazioni che si occupano di ! dislessia, in calendario a Pero, alle porte di Milano.

Durante le lezioni del professor Pian, che non avvengono quasi mai in aula, ma piuttosto in biblioteca o in un laboratorio, gli studenti possono insegnare ai loro compagni con metodo "classico", studiando la lezione e ripetendola ai compagni, oppure con metodi più innovativi, per esempio simulando trasmissioni radio in cui si passano la parola per dividersi la spiegazione dei contenuti, costruendo plastici o preparando pièce teatrali. Il tutto viene ripreso in formato audio e video, in modo che i ragazzi possano rivedersi per studiare e migliorare le loro esposizioni.

"In questo modo gli studenti apprendono i contenuti, ma soprattuto imparano ad affrontare i problemi e a superarli, che è la base di tutto -spiega il professore-. Il mio obiettivo, infatti, è creare un gruppo e dare fiducia, perché così si fa qualsiasi cosa". Un approccio motivazionale che ricorda quello di un grande allenatore di calcio ("Mi ispiro a Mourinho", confessa il professore) e che sembra funzionare, anche dal punto di vista didattico: la quinta superiore del professor Pian, prima della fine di febbraio ha già esaurito il programma di letteratura italiana e, per la storia, sta affrontando l'era Craxi e la guerra dell'ex Jugoslavia, in anticipo sulla preparazione della maturità. (ar)

giovedì 24 febbraio 2011

TR 37 SARDEGNA VIDEO DELLA DOTT.SA DELL'ARGINE

CIAO VI INSERIAMO QUESTO VIDEO DOVE VIENE SPIEGATO BENE GLI STRUMENTI COMPENSATIVI E COME AIUTARE I RAGAZZI DISLESSICI.
VIDEO CLICCA QUI

mercoledì 23 febbraio 2011

martedì 22 febbraio 2011

LA PRIVACY TRA I BANCHI DI SCUOLA (OPUSCOLO DAL GARANTE)

VI ALLEGHIAMO IL FILE DOVE POTETE SCARICARE L'OPUSCOLO SULLA PRIVACY TRA I BANCHI DI SCUOLA.
QUI C'E' TUTTO DETTAGLIATO ANCHE IL PERCHE' E COME SI PUO' USARE IL REGISTRATORE PER LE LEZIONI.
OPUSCOLO CLICCA QUI

ARTICOLO ESPRESSO DEL 18.02.11 DISLESSIA SOTTO ESAME.

L'Espresso del 18-02-2011

Dislessia sotto esame

STAMFORD. Diagnosticare la dislessia è difficile. E per questo le diagnosi sono spesso tardive. Ma la situazione potrebbe cambiare, perché i neurologi dell'università di Stanford hanno dimostrato che due tipi di risonanza magnetica, quella funzionale e quella a diffusione, consentono non solo di fare una diagnosi accurata, ma anche di capire, con anni di anticipo, chi potrà recuperare.
Chi è dislessico ha un'iperattività di alcune aree cerebrali specifiche e, in particolare, del giro frontale inferiore, e questo è proprio ciò che hanno trovato gli autori analizzando con i due tipi di risonanza il cervello di 25 dodicenni dislessici e di altri 20 senza disturbo mentre tutti erano impegnati a svolgere test di apprendimento specifici. Ma ciò che più ha sorpreso i ricercatori - come raccontano loro stessi su "Pnas" - è stato che, dopo due anni e mezzo, sottoposti nuovamente ai test di lettura e comprensione, i ragazzi hanno rispettato in pieno le previsioni: coloro che avevano quel tipo di iperattività cerebrale unita a una migliore organizzazione della materia bianca nella stessa zona hanno recuperato più degli altri, mostrando progressi significativi. Le risonanze potrebbero dunque essere impiegate per affinare le diagnosi e, soprattutto, per capire precocemente chi è destinato a colmare i deficit. Per tutti, e per costoro in particolare, potrebbero ! quindi essere definiti programmi specifici, da valutare nel tempo con una delle due risonanze.
La difficoltà di fare una diagnosi accurata è oggi spesso all'origine di una scarsa considerazione della patologia, che in Italia è riconosciuta come un disturbo dell'apprendimento soltanto dallo scorso mese di ottobre; dopo anni di lotte da parte delle associazioni di malati e genitori . La nuova norma fornisce finalmente uno strumento legislativo adeguato per organizzare il sostegno ai ragazzi dislessici.

di Agnese Codignola

mercoledì 16 febbraio 2011

ELENCO LINK UTILI (SITI DIDATTICI, SINTETIZZATORE VOCALE , PROGRAMMI PER MAPPE, PER MATEMATICA ECC GRATUITI E NON.)

ALLEGHIAMO IL FILE DOVE POTETE TROVARE MOLTE SITI E LINK DI PROGRAMMI E NON SOLO.
CLICCA QUI

lunedì 14 febbraio 2011

ORGANIZZAZIONE ALLO STUDIO, STRUMENTI COMPENSATIVI DALLA SERATA DELL'AID DI COMO

DALLA SERATA CHE C'E' STATA ALL'AID DI COMO.
ALLEGHIAMO IL PDF CON LE SLIDE SULL'ORGANIZZAZIONE DELLO STUDIO E SUGLI STRUMENTI COMPENSATIVI.
clicca qui e scarica

mercoledì 9 febbraio 2011